VAL DI ZENA – I lavori al Botteghino di Zocca, nell’area del Parco delle Querce, sono in corso e stanno procedendo a pieno regime. Il Comitato dei cittadini della Val di Zena non è contrario all’intervento, pur avendo espresso alcune perplessità sulla tipologia dei lavori. Gli interventi di svaso, infatti, vengono normalmente realizzati preferibilmente al di fuori dei centri abitati. Tuttavia, trattandosi di un progetto avviato da tempo e già finanziato, il Comitato ha scelto di non ostacolarne la realizzazione, mantenendo alta l’attenzione sulle modalità di esecuzione e, soprattutto, sugli effetti concreti in termini di sicurezza idraulica. Resta il dispiacere per l’abbattimento di alcune querce secolari. Se la loro presenza costituiva effettivamente un ostacolo alla corretta realizzazione dell’intervento e alla sicurezza idraulica dell’area, riteniamo tuttavia che debba prevalere il buon senso. Come annunciato dal Sindaco, ci aspettiamo ora che, una volta terminati i lavori, l’area venga adeguatamente riqualificata e restituita alla comunità. Il Comitato è inoltre a conoscenza che è pronto il progetto relativo al secondo intervento nella zona di Prato Nuovo. Su questo punto abbiamo chiesto alla Regione e al Sindaco di Pianoro di organizzare un incontro pubblico con i residenti, nel quale illustrare nel dettaglio la tipologia e le finalità degli interventi previsti. “Dalle prime interlocuzioni avute riteniamo che vi siano le condizioni per arrivare a un confronto serio, trasparente e costruttivo con la comunità” Afferma Latronico Portavoce del Comitato .
Non è ancora sufficiente
“Su un punto, però, vogliamo essere molto chiari. Gli interventi realizzati finora al Farneto e al Botteghino rappresentano soltanto una prima fase di un percorso che, secondo il Comitato, deve essere molto più ampio. “ Afferma il portavoce .
I lavori hanno interessato principalmente queste due aree mentre rimangono da affrontare numerose altre situazioni nei centri abitati della Val di Zena, tra cui Botteghino-Colonna, la zona di Ponte Gruppioni e altre aree caratterizzate dalla presenza di abitazioni. Rimane inoltre necessaria una pulizia più completa dell’alveo in alcuni tratti, soprattutto nei punti maggiormente critici e nell’alta Val di Zena.
Gli interventi realizzati fino a oggi ,pur rappresentando passi avanti importanti, non garantiscono ancora, a nostro avviso, una mitigazione adeguata del rischio idraulico rispetto a un evento della portata di quello verificatosi nell’ottobre 2024 e, conseguentemente, nemmeno una protezione adeguata rispetto a eventi alluvionali di portata inferiore.
È proprio su questo punto che il Comitato ritiene necessario un vero cambio di passo.
I prossimi studi , progetti e gli interventi strutturali dovranno necessariamente tenere conto degli studi elaborati dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) nati tra una convenzione tra i due Comuni di Pianoro e San Lazzaro di Savena , Regione Emilia Romagna e Autorità distrettuale del Bacino presentati anch’essi durante l’incontro pubblico del 27 gennaio 2026 , e ritenuti seri e autorevoli sia dai tecnici e dalle Istituzioni presenti .
Si tratta di studi scientifici aggiornati al 2025 ed elaborati con tecniche all’avanguardia che, secondo il Comitato, rappresentano un importante riferimento per comprendere le dinamiche della Val di Zena e individuare strategie realmente efficaci di mitigazione del rischio.
“Per questo riteniamo inderogabile un confronto diretto tra i tecnici regionali e il gruppo di ricerca di UNIMORE. Le conoscenze scientifiche già disponibili devono entrare concretamente nella progettazione dei prossimi interventi. Gli studi di UNIMORE non possono rimanere soltanto un patrimonio conoscitivo. Devono diventare una delle basi sulle quali costruire la futura programmazione degli interventi in Val di Zena. È necessario mettere attorno allo stesso tavolo i tecnici regionali e il gruppo di ricerca dell’Università, per confrontare conoscenze, dati e proposte progettuali “ Continua LatronicoServe una strategia strutturale per tutta la valleL’obiettivo deve essere quello di superare una logica basata esclusivamente su interventi emergenziali o puntuali e arrivare a una strategia strutturale e complessiva di messa in sicurezza della Val di Zena con un piano di manutenzione nel tempo .Vogliamo interventi capaci di garantire una maggiore sicurezza nei centri abitati della valle anche di fronte a un evento analogo a quello dell’ottobre 2024, ma anche una protezione adeguata rispetto a eventi alluvionali di portata inferiore.Oggi questo livello di sicurezza, secondo il Comitato, non è ancora garantito.«La Val di Zena ha già subito tre eventi alluvionali e ha pagato un prezzo altissimo. Non possiamo aspettare che sia un nuovo evento a indicarci ciò che dobbiamo fare. Dobbiamo intervenire prima, con una programmazione seria, complessiva e basata sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili». Continua il portavoce . Il Comitato richiama inoltre quanto emerso durante l’incontro del 27 gennaio e le aspettative generate dagli impegni assunti dalle istituzioni regionali, in primo luogo dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dalla Sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini. «Su questo ci aspettiamo un vero cambio di passo. Gli impegni e le dichiarazioni devono ora tradursi in una programmazione concreta, coordinata e coerente con le evidenze scientifiche». Continua LatronicoIl Comitato dei cittadini della Val di Zena continuerà a monitorare costantemente gli interventi, mantenendo un confronto aperto e costruttivo con Regione, Città Metropolitana, Comuni e tutti gli enti coinvolti. Ma continuerà anche a rappresentare con determinazione le esigenze della comunità. «Non arretreremo di un millimetro quando è in gioco la sicurezza delle persone e del territorio. La Val di Zena ha già subito tre eventi alluvionali. Abbiamo il dovere di trasformare ciò che abbiamo imparato da quegli eventi in scelte concrete. Non possiamo permetterci di aspettare ancora.» Conclude il Portavoce .Pietro LatronicoPortavoce del Comitato dei cittadini della Val di Zena