Val di Zena, 19 settembre 2026 – Grande partecipazione alla manifestazione organizzata oggi sul Ponte del Farneto, dove cittadini, residenti e amici della valle si sono riuniti per chiedere maggiore sicurezza, interventi efficaci e una programmazione concreta per il futuro del territorio.La manifestazione ha visto una significativa affluenza di partecipanti, con la zona e la strada tappezzate di striscioni realizzati da artisti locali. Tra i messaggi comparsi anche una scritta realizzata nella notte da ignoti:«QUI SI ANNEGA E LA REGIONE SE NE FREGA».Nel corso della manifestazione si sono registrati alcuni momenti di tensione, legati al blocco temporaneo della strada da parte dei partecipanti, accompagnato da cori, trombe, megafoni e fischietti.Numerosi gli slogan scanditi durante la protesta:«Non vogliamo vivere con la paura!»«La sicurezza è un diritto!»«Basta lavori superficiali e sprechi di denaro pubblico!»«Basta con una SP36 ridotta a un colabrodo!»«Sì allo Studio UNIMORE: messa in sicurezza dell’intera valle!»«Sì a un piano di manutenzione programmata!»«La regioni ci consideri e ci informiAl termine, i partecipanti hanno rilanciato con forza lo slogan: «Qui si annega e la Regione se ne frega», esprimendo il profondo disagio e la preoccupazione di una comunità che continua a convivere con le conseguenze degli eventi alluvionali.GLI AMMINISTRATORI LOCALI ASSENTI: «SINDACI, DOVE SIETE?»Tra gli elementi che hanno suscitato maggiore delusione, l’assenza degli amministratori locali dei Comuni di San Lazzaro di Savena e Pianoro, nonostante fossero a conoscenza della manifestazione.Una mancanza sottolineata dai partecipanti attraverso il grido:«SINDACI, DOVE SIETE?»Una domanda che riflette la richiesta di un confronto diretto, di ascolto e di una presenza concreta delle istituzioni accanto ai cittadini della Val di Zena.LATRONICO: «LA VAL DI ZENA È VIVA E VUOLE RINASCERE»«Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata oggi – afferma Pietro Latronico, portavoce del Comitato Val di Zena –. La presenza così numerosa di cittadini dimostra che la Val di Zena è viva, consapevole e determinata a costruire il proprio futuro. La nostra comunità vuole rinascere e chiede di essere ascoltata, coinvolta e informata».«Siamo consapevoli della complessità della situazione e della necessità di considerare anche gli effetti dei cambiamenti climatici. Non pretendiamo una sicurezza assoluta, ma chiediamo che le istituzioni mettano in campo interventi strutturali, duraturi e adeguatamente programmati.La Val di Zena è stata colpita da tre importanti eventi alluvionali 2023 – 2024 e porta ancora oggi ferite profonde. Proprio per questo, riteniamo indispensabile che i prossimi studi e interventi siano orientati alla messa in sicurezza dell’intera valle, con l’obiettivo di affrontare almeno un evento di portata analoga a quello dell’ottobre 2024, come indicato nello Studio UNIMORE dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che consideriamo un riferimento serio, autorevole e aggiornato al 2025».SICUREZZA E PREVENZIONE: SERVE UNA VISIONE D’INSIEMEIl Comitato Val di Zena ribadisce la necessità di superare una logica di interventi isolati e frammentari, promuovendo una strategia complessiva che comprenda:La messa in sicurezza strutturale del territorio e del reticolo idraulico.Interventi adeguati sulla SP36 Jussi e sulla viabilità della valle.Un piano di manutenzione programmata e continuativa.Un’attenta verifica delle opere realizzate e della loro efficacia.Una pianificazione degli interventi basata su studi tecnici aggiornati e autorevoli.«La Val di Zena non chiede privilegi – conclude Latronico – chiede attenzione, sicurezza e programmazione.
Continueremo a essere presenti sul territorio, a monitorare le criticità e a rappresentare le esigenze dei cittadini, perché crediamo che una comunità informata e partecipe possa contribuire concretamente alla prevenzione e alla sicurezza.La nostra attività proseguirà con spirito costruttivo, ma con la determinazione necessaria per chiedere risposte concrete, interventi adeguati e un futuro più sicuro per tutta la valle».Pietro LatronicoPortavoce del Comitato Val di Zena






