Menu Chiudi

Botteghino di Zocca Sit-in dei cittadini al Parco delle Querce (Bologna Today 8 marzo 2026)

Più Trasparenza e sicurezza per la Val di Zena

https://www.bolognatoday.it/cronaca/botteghino-zocca-sit-in-val-di-zena-sicurezza-idraulica.html

Botteghino di Zocca, sit-in dei cittadini al Parco delle Querce: “Più trasparenza e sicurezza per la Val di Zena”
Oltre cinquanta persone alla mobilitazione promossa dal Comitato Val di Zena: al centro del confronto i lavori idraulici da oltre un milione di euro e la richiesta di maggiore coinvolgimento dei residenti
8 Marzo 2026 da Redazione
Oltre 50 cittadini hanno partecipato al sit-in promosso dal Comitato Val di Zena al Parco delle Querce per chiedere trasparenza e maggiore coinvolgimento sui lavori idraulici da oltre 1 milione di euro. I residenti evidenziano carenze nella comunicazione, dubbi sull’efficacia dell’intervento e richiedono di adottare lo studio del Progetto UNIMORE. Il Comitato chiederà accesso agli atti e un piano chiaro per la gestione e il monitoraggio degli interventi futuri.
Cocoon AI Summary
Oltre cinquanta cittadini hanno partecipato al sit-in per chiedere chiariemnti sulle misure adottate contro le alluvioni, organizzato sabato 7 marzo al Parco delle Querce di Botteghino di Zocca, nel territorio comunale di Pianoro. La mobilitazione è stata promossa dal Comitato Val di Zena, che riunisce residenti e cittadini della valle preoccupati per i lavori legati alla sicurezza idraulica del territorio.
Alla protesta civica hanno preso parte non solo abitanti della frazione, ma anche cittadini arrivati dal Farneto, dalla zona Gruppioni e da altre aree della valle, con l’obiettivo di chiedere maggiore trasparenza e un confronto pubblico sugli interventi previsti.
Le richieste dei cittadini: informazione e coinvolgimento
Al centro dell’iniziativa la richiesta di maggiore informazione e partecipazione della popolazione nelle decisioni che riguardano la gestione del territorio e la sicurezza idraulica della Val di Zena.
“Durante l’incontro pubblico del 27 gennaio 2026 – spiega il portavoce del Comitato Val di Zena, Pietro Latronico – molti cittadini non avevano compreso che il progetto era già stato deliberato e che i lavori erano stati assegnati dalla Regione il 30 ottobre 2025 per un importo di 1.050.000 euro”.
Secondo i residenti, il progetto sarebbe stato presentato attraverso alcune slide illustrate rapidamente, senza un vero approfondimento tecnico e senza risposte alle numerose domande sollevate dalla popolazione.
Per un intervento che incide su una frazione abitata e su un’area pubblica molto frequentata, i cittadini ritengono che sarebbe stato necessario un confronto più approfondito direttamente sul territorio.
Per i cittadini servirebbe un piano complessivo di sicurezza idraulica della valle, che includa le zone di Botteghino, Gruppioni, Farneto e le altre aree residenziali della Val di Zena, con l’obiettivo di evitare il ripetersi di eventi alluvionali come quello dell’ottobre 2024, che aveva provocato gravi criticità nella zona.
Il riferimento allo studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia
Per i prossimi interventi il Comitato chiede che venga preso in considerazione lo studio sviluppato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, realizzato nell’ambito del cosiddetto Progetto UNIMORE.
Lo studio, elaborato in collaborazione con i Comuni di Pianoro e San Lazzaro di Savena, la Regione Emilia-Romagna e l’Autorità distrettuale del Bacino del Po, individua una serie di interventi strutturali mirati, tra cui  allargamenti dell’alveo del torrente,  abbassamenti del letto in tratti strategici e protezioni spondali durature. Secondo i cittadini si tratta di interventi fondamentali anche per prevenire l’erosione delle sponde e ridurre il rischio di nuove criticità idrauliche.
Il precedente intervento danneggiato dalla piena del 2025
Il Comitato richiama inoltre quanto accaduto nell’area di Prato Nuovo, dove tra il 2024 e il 2025 era stato realizzato un intervento in somma urgenza (n. 7B1C022) dal costo di 1.080.000 euro.
L’opera sarebbe stata gravemente danneggiata dalla piena della Vigilia di Natale 2025, creando nuove criticità per il torrente e per la sicurezza dei residenti.
Secondo il Comitato questo episodio dimostrerebbe il rischio di spreco di risorse pubbliche quando gli interventi non vengono progettati in modo efficace e duraturo.
“È necessario – conclude Latronico – definire e rendere pubblico un piano chiaro di manutenzione e monitoraggio nel tempo, con responsabilità e scadenze precise, per garantire che gli interventi siano realmente efficaci”.
Il Comitato chiede che gli alberi vengano abbattuti solo se strettamente necessario per la sicurezza idraulica e che venga garantito il ripianto delle eventuali alberature rimosse.
Il sit-in si è concluso senza tensioni e ha rappresentato, secondo gli organizzatori, un momento di partecipazione civica e di richiesta di dialogo, affinché le decisioni che riguardano il territorio della Val di Zena possano essere condivise con chi vive quotidianamente la valle.

Reazioni (0)
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com