Documento aggiornato al 1° settembre 2026Il Comitato Val di Zena rende pubblica e trasmette alle Istituzioni e agli Enti competenti la terza edizione del documento “Criticità e Lavori in Val di Zena – Edizione n. 3 – Settembre 2026”, aggiornato al 1° settembre 2026.Con questa terza edizione il Comitato ha scelto di aggiornare anche il titolo del documento, introducendo la voce “Lavori”, con l’obiettivo di offrire una rappresentazione ancora più completa e organica della situazione della Valle: non soltanto le criticità tuttora presenti, ma anche gli interventi già realizzati, quelli in corso e le situazioni che richiedono ulteriori interventi.Il documento è il risultato di un’attività continuativa di osservazione, monitoraggio e documentazione diretta del territorio della Val di Zena, con particolare attenzione al Torrente Zena, ai fenomeni franosi, ai ponti, alla viabilità e alla SP36 – Via Carlo Jussi, Via Zena e Via Ca’ di Lavacchio.Attraverso una puntuale documentazione fotografica vengono rappresentate le principali situazioni riscontrate sul territorio, insieme agli interventi eseguiti o attualmente in corso, con l’obiettivo di restituire una fotografia concreta, aggiornata e il più possibile oggettiva dello stato della Valle e della sua evoluzione nel tempo.Il documento non intende configurarsi come relazione tecnica, perizia o atto sostitutivo delle valutazioni e delle competenze degli Enti e delle strutture tecniche preposte. Rappresenta invece un contributo conoscitivo e documentale, messo a disposizione delle Amministrazioni e degli Organismi competenti quale ulteriore elemento di supporto alle attività di valutazione, programmazione, gestione, manutenzione, controllo e prevenzione.Particolare rilievo assume la documentazione fotografica, geolocalizzata e, ove pertinente, corredata dalle indicazioni chilometriche relative alla SP36, che consente di individuare con precisione i luoghi interessati e di collegare le immagini alle specifiche porzioni del territorio.La successione delle fotografie e delle relative descrizioni consente inoltre, ove possibile, di documentare l’evoluzione delle criticità e lo stato di avanzamento degli interventi, offrendo una lettura comparativa della situazione nel tempo.Un presidio civico permanente sul territorioAttraverso questo lavoro il Comitato Val di Zena intende confermare il proprio ruolo di presidio civico attivo e continuativo della Valle, svolto con spirito di collaborazione, senso di responsabilità e nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze istituzionali.L’attività di monitoraggio nasce dalla volontà di contribuire, attraverso una presenza costante sul territorio e una documentazione puntuale delle situazioni riscontrate, a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni della Val di Zena e sulle esigenze della comunità residente.Riteniamo che una conoscenza aggiornata e puntuale delle criticità, degli interventi effettuati, di quelli in corso e di quelli ancora necessari possa costituire un utile supporto alle valutazioni degli Enti competenti e contribuire a una programmazione sempre più efficace e coordinata.L’obiettivo è quello di favorire interventi adeguati e tempestivi finalizzati alla sicurezza del territorio, alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla tutela della viabilità, alla corretta manutenzione del reticolo idraulico e alla salvaguardia della vivibilità della Val di Zena.Il documento trasmesso alle Istituzioni e agli Enti competentiLa documentazione è stata puntualmente trasmessa al Presidente della Regione Emilia-Romagna, al Sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, all’Assessore regionale all’Ambiente, Programmazione territoriale e Mobilità, al Sindaco della Città Metropolitana di Bologna, ai Sindaci dei Comuni di San Lazzaro di Savena e Pianoro, nonché alle forze di opposizione presenti nelle Istituzioni regionali e comunali.
Il documento è stato inoltre inviato agli Enti e alle strutture competenti coinvolti nella gestione del territorio e nella sicurezza idrogeologica, tra cui: Agenzia regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile; Competenti strutture regionali per la tutela e la gestione delle acque e per la difesa del suolo; Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale; Consorzio della Bonifica Renana , Hera S.p.A. ;Unione dei Comuni Savena-Idice; Tecnici della Regione Emilia-Romagna e della Città Metropolitana di Bologna; Comando dei Carabinieri Forestali e Polizia Metropolitana Polizia Municipale e Vigili del Fuoco, Commissario Straordinario alla Ricostruzione e relativi uffici tecnici;Prefettura di Bologna.La trasmissione è avvenuta sia tramite posta elettronica ordinaria sia mediante posta elettronica certificata (PEC).Con questo documento il Comitato Val di Zena intende quindi mettere a disposizione delle Istituzioni un patrimonio documentale costruito attraverso un monitoraggio diretto e costante del territorio, nella convinzione che la conoscenza puntuale delle situazioni rappresenti una condizione fondamentale per poter programmare e realizzare interventi efficaci.Il Comitato auspica che questa attività possa contribuire a rafforzare il confronto e il coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali, favorendo una visione complessiva delle problematiche della Valle e mantenendo alta l’attenzione sulle esigenze di sicurezza, prevenzione, manutenzione e tutela della comunità della Val di Zena.Il Comitato continuerà, anche nei prossimi mesi, a presidiare il territorio, documentare le situazioni riscontrate e seguire l’evoluzione degli interventi, mettendo a disposizione delle Istituzioni gli aggiornamenti che si renderanno necessari.Pietro LatronicoPortavoce del Comitato Val di Zena