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La stazione idro-pluviometrica metrica è un punto di partenza

Ora i dati devono trasformarsi in interventi concreti per la sicurezza di tutta la Val di Zena

Buona partecipazione alla serata di approfondimento del 15 Ottobre al Botteghino di Zocca (Pianoro)  dedicata alla stazione idro-Pluviometrica metrica nella località  Zena , un’importante occasione per i cittadini di conoscere meglio il funzionamento dello strumento e il suo valore per il territorio. Vi è stato anche un momento dedicato alla spiegazione delle modalità con cui vengono elaborate e strutturate le diverse allerte meteo, con particolare attenzione alle possibili ricadute sul territorio.
 
Un ringraziamento al dott. Pier Paolo Alberoni, responsabile della Struttura Idro-Meteo-Clima (SIMC) di ARPAE, all’ing. Michele Di Lorenzo, anch’egli presente per ARPAE, al presidente di CAE Guido Bernardi e al sindaco di Pianoro Luca Vecchiettini, per i loro contributi e per aver illustrato l’importanza dei dati nel monitoraggio del torrente.
La nuova stazione rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione, il monitoraggio e la conoscenza del territorio, anche in situazioni di emergenza e in occasione degli interventi di soccorso da parte della Protezione Civile. Tuttavia, essa non può sostituire la necessità di proseguire e rafforzare gli interventi concreti sul territorio, indispensabili per garantire la sicurezza e la tutela della comunità.
 
Il monitoraggio ci permette di conoscere meglio ciò che accade, ma i dati devono tradursi in azioni concrete: dalla programmazione degli interventi alla manutenzione degli alvei e delle opere idrauliche, dalla gestione delle criticità a un coordinamento efficace tra tutti gli enti competenti.  L’obiettivo deve essere quello di mettere progressivamente in sicurezza l’intera Val di Zena, dall’alta valle fino alla confluenza con l’Idice, attraverso una pianificazione organica degli interventi e una visione complessiva delle criticità del territorio.
 
Il Comitato Val di Zena continuerà a presidiare il territorio e a lavorare affinché alla conoscenza dei fenomeni seguano risposte concrete, strutturali e durature.
Perché conoscere il rischio è fondamentale, ma è attraverso la prevenzione, la programmazione e gli interventi che si costruisce una maggiore sicurezza per tutta la comunità.