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BOTTEGHINO DI ZOCCA: OLTRE 50 CITTADINI AL SIT-IN.“PIÙ TRASPARENZA E PIÙ SICUREZZA PER LA VALLE”

Pietro Latronico:
BOTTEGHINO DI ZOCCA: OLTRE 50 CITTADINI AL SIT-IN.
“PIÙ TRASPARENZA E PIÙ SICUREZZA PER LA VALLE”

Oltre cinquanta cittadini hanno partecipato al sit-in pacifico che si è svolto sabato 7 marzo 2026 al Parco delle Querce di Botteghino di Zocca. Alla mobilitazione, promossa dal Comitato Val di Zena, hanno preso parte non solo i residenti della frazione ma anche cittadini provenienti dal Farneto, dalla zona Gruppioni e da altre aree della valle.

Al centro della protesta civica la richiesta di maggiore trasparenza, informazione e coinvolgimento della popolazione nelle decisioni che riguardano il territorio e la sicurezza idraulica della valle.
«Durante l’incontro pubblico del 27 gennaio 2026 – spiega il portavoce del Comitato Pietro Latronico – molti cittadini non avevano compreso che il progetto era già stato deliberato e i lavori assegnati dalla Regione il 30 ottobre 2025 per un importo di 1.050.000 euro».
Secondo i residenti, l’intervento è stato illustrato attraverso alcune slide mostrate rapidamente, senza un adeguato approfondimento tecnico e senza risposte alle numerose domande poste dai cittadini.
Per un’opera che incide in modo significativo su una frazione abitata e su un’area pubblica molto frequentata, i cittadini ritengono che sarebbe stato necessario un confronto preventivo, pubblico e approfondito direttamente sul territorio.
Il Comitato Val di Zena precisa comunque di non essere contrario a questo primo intervento al Botteghino , di messa in sicurezza, che resta una priorità .Tuttavia restano dubbi sul livello reale di protezione che questo primo intervento potrà garantire e sulla scelta di collocarlo nel cuore del centro abitato della frazione, invece che in aree più idonee a monte.

I cittadini chiedono inoltre un piano più ampio di messa in sicurezza della valle, che riguardi in particolare le zone di Botteghino, Gruppioni, Farneto e le altre aree residenziali, per evitare il ripetersi di eventi alluvionali come quello dell’ottobre 2024.
Per i prossimi interventi il Comitato chiede che venga preso seriamente in considerazione lo studio sviluppato dall’Università di Modena e Reggio Emilia (Progetto UNIMORE), realizzato in collaborazione con i Comuni di Pianoro e San Lazzaro, la Regione e l’Autorità Distrettuale del Bacino del Po. Lo studio, aggiornato con rilevazioni del 2025, individua interventi strutturali mirati come allargamenti dell’alveo, abbassamenti in tratti strategici e protezioni spondali durature, fondamentali anche per prevenire l’erosione delle sponde.
Il Comitato ricorda inoltre che il precedente intervento in Somma Urgenza n. 7B1C022 nell’area di Prato Nuovo, realizzato tra 2024 e 2025 per un costo di 1.080.000 euro, è stato gravemente danneggiato dalla piena della Vigilia di Natale 2025, creando nuove criticità per il torrente e per la sicurezza dei residenti. Un episodio che, secondo i cittadini, evidenzia il rischio di spreco di risorse pubbliche se gli interventi non sono progettati in modo realmente efficace e duraturo.
Il Comitato Val di Zena annuncia che seguirà con attenzione l’evoluzione dei lavori, avviando un confronto con la direzione lavori e con i responsabili dell’Agenzia per la Sicurezza Territoriale Regionale Sarà inoltre presentata richiesta formale di accesso agli atti alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di Pianoro per visionare integralmente relazioni tecniche, disegni esecutivi e documentazione progettuale.
«È necessario – conclude Latronico – definire e rendere pubblico un piano chiaro di manutenzione e monitoraggio nel tempo, con responsabilità e scadenze precise, per garantire che gli interventi siano realmente efficaci».
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tutela del Parco delle Querce, da anni luogo di socialità e aggregazione per la frazione. I cittadini chiedono che gli alberi vengano abbattuti solo se strettamente indispensabili per la sicurezza idraulica e che sia garantito il ripianto delle alberature eventualmente rimosse.

Il sit-in ha rappresentato un momento di partecipazione civica e di richiesta di dialogo, affinché le scelte che riguardano il territorio siano condivise con chi vive quotidianamente la valle.
Pietro Latronico
Portavoce Comitato Val di Zena

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