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Botteghino, incontro sullo Zena: dubbi sul progetto regionale e pressing dei cittadini

COMITATO VAL DI ZENA – COMUNICATO

Si è svolta sabato 14 febbraio 2026, a Botteghino di Zocca (Comune di Pianoro), la riunione pubblica tra il Sindaco Luca Vecchiettini e la cittadinanza, in collaborazione con il Comitato Val di Zena dedicata agli interventi previsti al Botteghino di Zocca sul Torrente Zena e alla messa in sicurezza del territorio dopo le recenti alluvioni.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto diretto durante il quale sono state formulate richieste precise che verranno trasmesse alla Regione Emilia-Romagna .

Richiesta di accesso agli elaborati del progetto n. 18867
I cittadini hanno evidenziato che durante l’incontro del 27 gennaio 2026 non è stato chiaramente percepito che la Regione avesse già deliberato, in data 30 ottobre 2025, un progetto con assegnazione dei lavori relativo al Torrente Zena
Nel corso della riunione è stato illustrato dal tecnico incaricato il progetto n. 18867, dal valore di 1.050.000 euro, denominato “Ottimizzazione della funzionalità idraulica ed ecologica del Torrente Zena nei Comuni di San Lazzaro, Pianoro, Loiano e Monterenzio”, con interventi previsti anche nell’area DI Volontari del Sangue del Parco delle Querce a Botteghino di Zocca.
La popolazione chiede che vengano resi pubblici tutti gli elaborati progettuali, in particolare:

  • relazioni geologica, geotecnica e idraulica
  • planimetrie di progetto
  • sezioni tipiche e correnti
  • ogni documento tecnico richiamato nella delibera n. 3554 del 31.10.2025 della Protezione Civile
    Interventi già eseguiti e criticità riscontrate
    Dal materiale pubblicato dalla Regione emerge che negli ultimi 2 anni sono stati investiti circa 5 milioni di euro per quattro interventi lungo l’asta dello Zena .
    Il Comitato ha tuttavia documentato, con fotografie geolocalizzate e datate gennaio 2026, che molti lavori – in particolare allargamenti dell’alveo, profilature delle sponde e interventi di svaso di ponti – risultano già compromessi dalla piena della vigilia di Natale 2025.
    Soprattutto l’ intervento nr. 7B1C022 nell’area di Prato Nuovo – Costo intervento €. 1.080.000 (vedi foto )
    Si chiede pertanto che nei prossimi interventi siano previste, soprattutto in prossimità dei centri abitati, adeguate opere di protezione spondale (gabbioni, massi ciclopici, muri di sostegno, rivestimenti) per evitare erosioni che rendano inefficaci i lavori eseguiti.
    Priorità: messa in sicurezza dei centri abitati
    La cittadinanza chiede che i futuri finanziamenti siano destinati a interventi espressamente finalizzati alla “messa in sicurezza dei centri abitati”, con particolare attenzione alle aree di Botteghino, zona Gruppioni, Farneto e altre zone residenziali della valle.
    Viene inoltre richiesto che sia preso in considerazione il progetto sviluppato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Progetto UNIMORE), oggetto di convenzione tra i Comuni e la Regione, che prevede allargamenti mirati dell’alveo, abbassamenti in tratti specifici e protezioni spondali strutturali.
    I cittadini si dichiarano favorevoli a progetti più completi e risolutivi, anche se realizzati per stralci funzionali, piuttosto che interventi parziali e temporanei che richiedano continue manutenzioni.

Delocalizzazioni e tutela delle abitazioni
Qualora si rendessero necessarie delocalizzazioni in casi isolati, si chiede che le abitazioni vengano valutate a prezzi di mercato, trattandosi di immobili regolarmente autorizzati dal Comune, e non secondo i parametri ordinari previsti per gli espropri.
Protezione della SP Val di Zena
È stata inoltre sottolineata l’urgenza di mettere in sicurezza la SP Val di Zena, unica arteria di collegamento della valle, che durante le recenti alluvioni è risultata impraticabile, rendendo difficoltosi sia i soccorsi sia l’eventuale evacuazione dei residenti.


Le domande poste dai cittadini

Nel corso dell’incontro sono state sollevate alcune questioni fondamentali:•  Perché non è stato attivato un percorso partecipativo con la cittadinanza, come avviene in altri territori? Siamo stati informati soltanto in data 27.01.2026, mentre il percorso relativo a questo intervento risulta avviato molti mesi prima, presumibilmente alla fine del 2024, e successivamente formalizzato con la delibera dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile n. 3554 del 31.10.2025. Si chiede pertanto di chiarire per quali motivazioni non sia stato previsto un coinvolgimento preventivo della cittadinanza nelle fasi iniziali del procedimento.•  Perché nel progetto attuale non è stato considerato lo studio UNIMORE?•  Sono previste barriere o protezioni in corrispondenza degli abitati?•  È previsto l’abbassamento dell’alveo a Botteghino e in via Calvane?•  È stata effettuata una quantificazione aggiornata del rischio idraulico?•  Come cambierà il livello di rischio e mitigazione  a seguito dei lavori programmati?La cittadinanza auspica un percorso trasparente, con piena condivisione degli elaborati tecnici e con una pianificazione orientata alla sicurezza strutturale e definitiva del territorio , prima della partenza dei lavori al Botteghino di Zocca .

Pietro Latronico (Portavoce del Comitato Val di Zena)

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