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Val di Zena, tutti al Farneto: la sicurezza non può aspettare la prossima alluvione

San Lazzaro di Savena, 19 settembre 2026 ore 09:30  – Comitato , Residenti e Amici della Val di Zena tornano sul territorio con un nuovo appuntamento pubblico.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di mobilitazione e di confronto portato avanti dal Comitato negli ultimi anni: dalla raccolta di 3.800 firme al sit-in del luglio 2025 al Botteghino di Zocca (Pianoro), al Tour De France , giro Dell’Emilia  alle successive iniziative e manifestazioni fatte sul territorio .
Dopo le 3 pesanti alluvioni che hanno interessato la Val di Zena del 2023 e 2024  il Comitato sottolinea la necessità di mantenere alta l’attenzione e di non considerare conclusa la fase degli interventi.
“Riconosciamo e apprezziamo i lavori che sono stati realizzati e quelli attualmente in corso – afferma IL Portavoce  Val di Zena – ma la sicurezza della valle richiede una visione complessiva. Non basta intervenire sull’emergenza: occorre programmare, prevenire e affrontare le criticità prima che un nuovo evento meteorologico possa trasformarle nuovamente in emergenze”.  Gli interventi realizzati e in realizzazione non prevedo una mitigazione adeguata agli eventi alluvionali  del 2023 e 2024 – NON BASTANO , E RISCHIANO DI ESSERE DENARO PUBBLICO SPRECATO !!! ,
Tra gli aspetti che il Comitato continua a monitorare vi sono il Torrente Zena e i suoi affluenti, gli alvei e le sponde, le frane, i ponti, la viabilità provinciale, i fossi e i sistemi di drenaggio, oltre alla corretta manutenzione delle aree interessate dagli interventi.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla verifica dello stato delle opere realizzate e alla necessità di programmare ulteriori interventi nelle zone che presentano ancora elementi di vulnerabilità.

STUDIO UNIMORE: VENGA PRESO IN CONSIDERAZIONE DAI TECNICI REGIONALI
Riteniamo fondamentale che lo Studio elaborato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) venga attentamente preso in considerazione dai tecnici regionali nell’ambito della valutazione degli interventi e delle strategie di mitigazione del rischio idraulico in Val di Zena.
Si tratta di uno studio serio, autorevole e aggiornato al 2025, elaborato nell’ambito di una Convenzione  con i Comuni di Pianoro e San Lazzaro di Savena, Regione Emilia Romagna e Autorità Distrettuale del Bacino del PO firmata a fine  2024  e che si inserisce in un quadro di confronto con gli enti e le autorità competenti, tra cui Regione Emilia-Romagna e Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.
Lo studio individua inoltre ipotesi e strategie finalizzate alla mitigazione del rischio con riferimento anche agli effetti e alle criticità emerse durante l’evento alluvionale dell’ottobre 2024.
Per questo riteniamo che tale contributo scientifico debba essere adeguatamente valutato e integrato nel quadro delle analisi tecniche e della programmazione degli interventi futuri, affinché le decisioni siano assunte sulla base di dati aggiornati, conoscenze scientifiche e una visione complessiva della sicurezza della valle.
 
“I CITTADINI VOGLIONO ESSERE ASCOLTATI E INFORMATI “
Il Comitato ribadisce la propria disponibilità al confronto con Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana di Bologna, Comuni, Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e tutti gli enti competenti, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una strategia complessiva per la valle.
“Non vogliamo sostituirci alle istituzioni e ai tecnici – sottolinea Latronico  – ma vogliamo essere ascoltati, coinvolti e informati. Il nostro compito è quello di presidiare il territorio, documentare ciò che vediamo e portare all’attenzione degli enti le problematiche che emergono direttamente dalla realtà quotidiana della valle”.
Il Comitato ha inoltre manifestato la necessità di un confronto tecnico complessivo sulla Val di Zena, nel quale mettere a sistema le opere già realizzate, quelle in corso, le criticità ancora aperte e gli interventi che necessitano di ulteriori finanziamenti.

L’obiettivo è quello di arrivare a una programmazione organica, superando una logica esclusivamente emergenziale.
UN PRESIDIO CONTINUO DEL TERRITORIO
L’appuntamento di sabato al Farneto rappresenta quindi una nuova tappa di un’attività che il Comitato considera fondamentale per la comunità della valle.
“La Val di Zena non chiede privilegi – conclude Latronico  – chiede attenzione, sicurezza e programmazione. Continueremo a essere presenti sul territorio, perché crediamo che una comunità informata e partecipe possa contribuire concretamente alla prevenzione e alla sicurezza. La nostra attività continuerà con spirito costruttivo, ma con la determinazione necessaria”.

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