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Il Comitato Val di Zena accoglie con speranza le dichiarazioni e gli impegni emersi  durante la conferenza stampa della Città Metropolitana

COMITATO VAL DI ZENA – COMUNICATO
VAL DI ZENA : ORA LA SICUREZZA
Il Comitato Val di Zena accoglie con speranza le dichiarazioni e gli impegni emersi  durante la conferenza stampa della Città Metropolitana da  Matteo Montanari, delegato della Città Metropolitana alla ricostruzione post-alluvioni 2023–2024, e del Sindaco metropolitano Matteo Lepore, riguardo ai progetti e ai piani speciali per la messa in sicurezza della Val di Zena.
La bellezza della Val di Zena convive oggi, purtroppo, con una realtà drammatica. Il territorio è stato colpito da tre eventi alluvionali in poco più di un anno — maggio 2023, settembre 2024 e ottobre 2024 — ai quali si aggiungono numerosi episodi di allagamenti minori. Le ferite sono ancora aperte: bastano piogge persistenti o più intense del normale perché il territorio torni a soffrire e la popolazione viva in uno stato costante di allerta e preoccupazione.
Da mesi abbiamo avviato un dialogo con la Città Metropolitana, dichiara Latronico ,anche attraverso il confronto con la struttura tecnica, sollecitando interventi sulla SP36 e fornendo report dettagliati sulle criticità presenti lungo il territorio e sulle aree che necessitano di interventi urgenti.
Con la Regione Emilia-Romagna è stato aperto un confronto che procede in modo altalenante. Alcuni interventi in somma urgenza sono già stati realizzati sul torrente Zena: la pulizia dell’alveo e delle sponde dalla vegetazione e l’allargamento dell’alveo in alcuni tratti, compresi quelli nelle frazioni del Farneto e del Botteghino.
Tuttavia, gli interventi finora eseguiti risultano parziali, insufficienti e non strutturali. È necessario un piano complessivo e duraturo che preveda studio, progettazione ed esecuzione di opere per la messa in sicurezza dell’intera valle, accompagnato da un programma costante di manutenzione del territorio. La Val di Zena ha oggi davanti a sé un’importante opportunità per rafforzare la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio, oltre agli studi sviluppati dai tecnici regionali.
Di particolare rilievo è lo studio idraulico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), Facoltà di Ingegneria Idraulica, già presentato durante l’incontro del 27 gennaio 2026 al Botteghino di Zocca e attualmente al vaglio dei tecnici regionali.
Si tratta di uno studio idrologico e idraulico finalizzato alla messa in sicurezza dell’intera Val di Zena. Il progetto è interamente finanziato dalla Fondazione del Movimento 5 Stelle e nasce da una convenzione tra: l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE); i Comuni di San Lazzaro di Savena e Pianoro; l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ADBPO); la Regione Emilia-Romagna – Direzione Generale Cura del Territorio.
Lo studio si distingue per l’utilizzo di tecnologie e modelli all’avanguardia, capaci di consentire una valutazione approfondita del rischio idraulico e idrogeologico.
Se opportunamente progettato e finanziato, questo modello potrebbe rappresentare un esempio replicabile anche su altri corsi d’acqua e torrenti della Regione Emilia-Romagna, dove risultano necessari analoghi interventi strutturali per la mitigazione del rischio idraulico.
Siamo convinti , spiega il portavoce  Pietro Latronico  che si tratti di uno studio serio e autorevole che, se recepito dalla Regione, potrebbe contribuire concretamente a mitigare eventi alluvionali come quello dell’ottobre 2024.
La Val di Zena non è soltanto un gioiello naturalistico e culturale alle porte di Bologna: è un patrimonio da proteggere attraverso interventi concreti, tempestivi e duraturi.
Ora spetta alle istituzioni rispondere con la stessa determinazione.
Pietro Latronico
Portavoce del Comitato Val di Zena

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