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Val di Zena: non accetteremo lo spopolamento. Prima la sicurezza, poi tutto il resto.

COMUNICATO STAMPA
Val di Zena: non accetteremo lo spopolamento. Prima la sicurezza, poi tutto il resto.
Abbiamo appreso dagli organi di stampa del Decreto-Legge n. 25 del 27 febbraio 2026, che interviene sul tema delle delocalizzazioni a seguito degli eventi in Sicilia e Calabria.
Da una prima lettura, la norma sembrerebbe avere un perimetro più ampio rispetto ai territori direttamente colpiti e potrebbe, in determinate circostanze, riguardare anche l’Emilia-Romagna e potrebbe interessare alcune abitazioni della Val di Zena.
Attendiamo la conversione in legge e i provvedimenti attuativi per un’analisi puntuale. Ma fin da ora diciamo con chiarezza che su un punto non faremo alcun passo indietro.
La Val di Zena non si svuota. La Val di Zena si mette in sicurezza.
Lo studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) indica chiaramente che le abitazioni dei centri abitati possono essere messe in sicurezza. Le soluzioni tecniche esistono. Le competenze esistono. I progetti sono possibili.
Quello che è mancato in questi quarant’anni è stata la volontà politica.
Oggi non si può usare la parola “delocalizzazione” come scorciatoia per coprire decenni di inerzia, sottovalutazioni e mancati interventi di manutenzione e prevenzione. Non si può chiedere ai cittadini di pagare il prezzo dell’abbandono istituzionale.
Lo spopolamento della Valle sarebbe una scelta devastante sotto ogni profilo:
– sociale, perché distruggerebbe comunità storiche e reti di solidarietà;
– economico, perché cancellerebbe attività e presidio del territorio;
– ambientale, perché un territorio abbandonato è un territorio più fragile.
Sarebbe, soprattutto, l’ammissione definitiva del fallimento delle istituzioni e degli enti che hanno gestito il territorio negli ultimi quarant’anni senza garantire la sicurezza della popolazione, pur avendo ricevuto indicazioni fin dal 2005 dall’Autorità Distrettuale di Bacino del Fiume RENO – Po sui lavori necessari da realizzare.
Non accetteremo che la soluzione diventi spostare le persone invece di mettere in sicurezza il territorio.
Non accetteremo che si trasformi un gioiello della Città Metropolitana in un’area desertificata per coprire responsabilità politiche.
La nostra posizione è netta:

  1. Messa in sicurezza strutturale della Val di Zena.
  2. Investimenti certi e tempi definiti
  3. Un piano di manutenzione a lavori eseguiti .
  4. Nessuna decisione calata dall’alto senza il coinvolgimento dei residenti.
    Abbandonare la Valle significherebbe sancire una resa della Regione Emilia Romagna e degli enti che hanno la responsabilità della sicurezza del territorio .
    Noi non ci stiamo.
    Il Comitato è pronto a mobilitarsi in tutte le sedi istituzionali e pubbliche per difendere il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza nelle proprie case.
    La Val di Zena non è un problema da rimuovere.
    È un territorio da proteggere.
    Pietro Latronico ( Portavoce del Comitato Val di Zena)

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